Cambio di destinazione d'uso di immobili

Il 29 luglio 2017 è stata pubblicata la Deliberazione della Giunta Regionale 17/07/2017, n. 10/6894, con la quale Regione Lombardia ha deciso di adottare nuovi moduli, unificati e standardizzati, per presentare segnalazioni, comunicazioni e istanze in materia di attività edilizia.

 

Pertanto, a partire da lunedì 2 ottobre non sarà più possibile inviare istanze CILA e PDC con la vecchia modulistica, comprese quelle che erano in fase di compilazione.

Cos'è: 

Cambio di destinazione d'uso di immobiliLa destinazione d’uso è la funzione di un’area o di un edificio ammessa dagli strumenti di pianificazione (articolo 51, comma 1 della Legge Regionale 11/03/2005, n. 12). Per gli edifici sono comprese le funzioni compatibili con la destinazione principale derivante da provvedimenti definitivi di condono edilizio.          
La destinazione d’uso qualificante è quella principale. Qualsiasi ulteriore destinazione d’uso che integri, renda possibile la destinazione d’uso principale o sia prevista dallo strumento urbanistico generale a titolo di pertinenza o custodia è di tipo complementare, accessoria o compatibile.          
Le destinazioni principali, complementari, accessorie o compatibili possono coesistere senza limitazioni percentuali. È anche possibile passare dall’una all’altra rispettando l’articolo 51, comma 1 della Legge Regionale 11/03/2005, n. 12. Fanno eccezione quelle eventualmente escluse dal PGT.

Istanze edilizie che abilitano all'esecuzione dell'intervento.
Descrizione dei titoli abilitativi: 
  • i mutamenti di destinazione d’uso, conformi alle previsioni urbanistiche comunali e connessi alla realizzazione di opere edilizie, non mutano la qualificazione dell’intervento e sono ammessi anche nell’ambito di piani attuativi in corso di esecuzione (articolo 52, comma 1 della Legge Regionale 11/03/2005, n. 12
  • i mutamenti di destinazione d’uso di immobili che non comportano la realizzazione di opere edilizie sono soggetti esclusivamente a preventiva comunicazione dell’interessato al Comune. Questi mutamenti devono però essere conformi alle previsioni urbanistiche comunali e alla normativa igienico-sanitaria (articolo 52, comma 2 della Legge Regionale 11/03/2005, n. 12). Fanno eccezione le previsioni dell’articolo 20, comma 1 del Decreto Legislativo 22/01/2004, n. 42 in base alle limitazioni delle destinazioni d’uso dei beni culturali
  • i mutamenti di destinazione d’uso di immobili, anche non comportanti la realizzazione di opere edilizie e finalizzati alla creazione di luoghi di culto e centri sociali, richiedono il permesso di costruire (articolo 52, comma 3-bis della Legge Regionale 11/03/2005, n. 12).

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